Chiesa di San Salvatore a Corte

Gli stessi anni del volgare italiano

L’edificio della metà del secolo X è molto importante nella tipologia ad curtem, per gli elementi longobardi che si possono notare nei capitelli del nartece e nelle colonne sui muri laterali. Una sola abside si apre su una navata divisa in tre. Pergamene dei secoli XII e XIII la ricordano sempre come cappella dei principi.

La Chiesa fu fondata, secondo la tradizione, nel 960 d.C. per esplicito volere della principessa longobarda Adelgrima che, dopo la sua morte, qui fu deposta, per poi essere trasportata nella Cappella del SS. Sacramento del Duomo.

La chiesa si trova ad un livello più basso di quello stradale odierno e vi si accede attraverso un triforium, sorretto da colonne con capitelli longobardi. Le colonne incassate nei muri laterali lasciano ipotizzare una più antica chiesa a cinque navate mentre le finestrelle impostate sugli archi laterali tradirebbero la presenza di matronei; nell’area degli archi si conservano tracce di affreschi quattrocenteschi con figure di santi.

Un’abside stretta e allungata domina lo spazio dall’altare caratterizzato da lastra lapidea con chimere rampanti speculari e pulpito con figura leonina marmorea. I diversi elementi sembrano alludere alla forza dei Principi. 
Si notano inoltre sulla parete orientale una bifora con elegante colonnina centrale ed un elegante soffitto a capriate in legno oscuro.

Negli anni 1934 – 1990 ha subito un lungo restauro. 
Il campanile romanico in pietra e tufo, risalente al XII secolo, presenta due ordini di bifore, è un vero modello per costruzioni successive. 
La Chiesa di San Salvatore è la più imponente delle tre chiese a Corte che caratterizzano lo spazio una volta occupato dalla Corte dei Principi Longobardi a Capua.